komodo

Come probabilmente state già intuendo, il Parco nazionale di Komodo prende il nome dall’isola di Komodo, in Indonesia. Dal 1991 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, oggi permette di tutelare adeguatamente circa 5.000 esemplari di varani, oltre a varie altre specie rare di animali. Ma dove si estende il Parco? E perché potrebbe valer la pena organizzare una visita?

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Dove si trova il Parco

Il Parco nazionale di Komodo si estende per una vasta zona che comprende in misura integrale le isole di Komodo, Padar e Rinca, oltre a 26 isole di più piccole dimensioni, come quella di Flores, nota in tutto il mondo per esser stata il territorio di ritrovamento dell’Homo Florensis. Le isole del Parco sono isole di origine vulcanica, poco turistiche, protette e circondate da bellissime spiagge. Insomma, un vero e proprio paradiso terrestre!

Peraltro, proprio per la bellezza naturalistica di cui è possibile godere, il Parco nazionale di Komodo è una delle mete più ambite per gli appassionati di snorkeling.

Cosa sono i draghi di Komodo

Cosa sono i draghi di Komodo

I varani sono l’animale simbolo del Parco e, tra di esse, trovano spazio i celebri draghi di Komodo. Molto aggressivi a terra, di norma non attaccano in acqua e dunque non sono pericolosi per chi fa immersioni. Per coloro che invece preferiscono girare per il Parco sulla terraferma, è sufficiente non avvicinarsi troppo a questi esemplari, limitandosi a mantenere una distanza di sicurezza di almeno 10 metri.

Ricordiamo infatti che i draghi di Komodo sono tutt’altro che docili. Anche se il loro aspetto può apparentemente infondere tenerezza, ci troviamo dinanzi a cacciatori abilissimi.

Il varano di Komodo è la più grossa specie di lucertola esistente, con un peso di 70 kg e con una lunghezza che può anche superare i 3 metri di lunghezza. Carnivoro, ama nutrirsi prevalentemente di carcasse, ma è comunque in grado, all’occasione, di far sue prede vive come maiali, cervi e bufali indiani. Grazie alla sua particolare lingua biforcuta, può localizzare le prede a grandi distanze. Ad ogni modo, la sua arma più micidiale è il morso, con cui è in grado di inoculare batteri e veleno nella vittima.

I rischi

A conferma della loro abilità di cacciatori, si tenga anche conto che i draghi di Komodo sono un pericolo costante, anche per l’uomo.

Per la loro attività di caccia, per esempio, sono in grado di camuffarsi nell’ambiente circostante e aspettare pazientemente fino a quando la preda passa a tiro. A quel punto, scattano con una velocità sorprendente e usano le potenti zampe per avere la meglio sulla vittima, terminandola con il morso.

Anche nell’ipotesi in cui la preda riesca a fuggire, in realtà poco può fare contro il suo morso. Nella saliva di questo esemplare vivono infatti 50 ceppi di batteri che, nell’arco di 1-2 giorni, avvelenano il sangue della vittima fino a ucciderla. Ai varani sarà dunque sufficiente seguire le sorti della preda, anche per chilometri, attendendo la sua morte per poter dare il via al pasto.

Approfondimenti e bibliografia