drago barbuto

Il drago barbuto, nome scientifico Pagona, è un genere di rettile appartenente alla famiglia Agamidae. Un nucleo che comprende otto specie diffuse soprattutto nelle zone desertiche dell’Australia. Il suo nome deriva dal collare di spine che si può osservare intorno al collo, spine che sono diffuse anche sui fianchi e sulla testa.

La classificazione estesa della Pogona Vitticeps è:

Classe di appartenenzaRettili
Ordine di appartenenzaSquamati
Sotto ordine di appartenenzaSauri
Infra ordine di appartenenzaIguana
Famiglia di appartenenzaAgamidi

 

Il genere Pogona annovera 8 specie, tra queste la Vitticeps rappresenta la più allevata.

Le dimensioni del drago barbuto possono oscillare dai 30 cm fino a un massimo di 60 cm. Il suo colore generalmente varia dal grigio al marrone, anche se non è raro vedere esemplari che riportano sfumature molto più accese e brillanti. Questo cambiamento di tonalità è sopraggiunto col passare degli anni, grazie agli incroci avvenuti in cattività. La coda a differenza di altri sauri non è i grado di autorigenerarsi. Gli occhi hanno pupille tonde e vispe e palpebre molli. I denti sono acrodonti, cioè impiantati sulla cresta mascellare e mandibolare. Molte specie hanno sacche solari, queste vengono utilizzate nei maschi come strumento di interazione sociale.

drago barbuto

Come scegliere un drago barbuto e dove sistemarlo

Il drago barbuto è un rettile molto docile capace di abituarsi alla presenza dell’uomo in poco tempo. Non è velenoso e tutto sommato è facile da allevare, ragion per cui si sta diffondendo molto anche come animale domestico. Ma procediamo con ordine.

Nonostante si tratti di un animale innocuo, bisogna considerare alcuni aspetti fondamentali e capire se può fare davvero al caso vostro. Incominciamo del costo iniziale.

Un drago barbuto ha un prezzo che si aggira intorno ai 150 euro e oltre. Bisogna poi calcolare altre spese, come quella del terrario e della sua manutenzione, che andrà fatta regolarmente. Infine, ci sono gli alimenti e le visite specializzate per animali esotici di piccola taglia.

Appurate queste spese, bisogna sapere come scegliere il giovane Pagona. Anche se la tentazione di portarvi a casa al più presto il vostro nuovo amico, bisogna cercare di agire con calma. Cercate di identificarne uno che appaia vivace e che non riporti ferite o segni di malessere. Attenzione poi alle sue dimensioni, meglio non scendere sotto ai 15 cm.

Benché attualmente si tenda a dipingerlo come un animale domestico, in realtà il drago barbuto non lo è. Di conseguenza andrà allevato in un luogo che riproduca fedelmente il suo habitat naturale. Il terrario, per esempio, potrà essere sistemato in un acquario spazioso. Una struttura che parte dai 150 litri andrà più che bene. Assicuratevi, inoltre, che ci sia una buona circolazione dell’aria e un’illuminazione attiva. Questa andrà gestita simulando lo scorrere delle stagioni. 12-14 ore di luce in estate; 8 ore di luce in inverno. La fonte di calore varierà a secondo dell’età del sauro.  In presenza di esemplari giovani si avrà bisogno di 45°, mentre per gli adulti basteranno anche 35°. Di notte, invece, saranno sufficienti i 18°.

Cosa mangia un drago barbuto

Il drago barbuto è un onnivoro e la sua alimentazione varia a seconda dell’età. Da giovane  avrà bisogno di un maggiore apporto di proteine. In genere, si consiglia di seguire queste indicazioni: 50% di proteine animali e la restante metà di vegetali. Un adulto invece dovrà mangiare  il 70% di proteine di natura vegetale. I vari negozi di animali, anche online, dispongono di un vasta scelta di insetti. Il migliore però resta il grillo, molto apprezzato dal nostro sauro. In mancanza di esso, andranno benne locuste, blatte e cavallette. Per quanto riguarda i vegetali, da evitare agrumi, carote e zucche. Meglio scegliere verdura a foglia, frutta secca e soia.

drago barbuto

Malgrado il drago barbuto sia un animale desertico, ha comunque bisogno di una discreta quantità d’acqua, che in parte assimila dal cibo. Tenete comunque sempre una ciotola di acqua dentro il terrario in un angolo più fresco.

La dieta “carnivora” è costituita prevalentemente da insetti e l’ insetto principe nella dieta di un sauro, del Drago in particolare, è senza dubbio il grillo.

Non disdegna, però, anche le locuste, le cavallette ed anche le blatte, i kaimani e le camole inviece somministriamogliele più di rado. Poiché in natura il Drago Barbuto preda anche vertebrati di piccola taglia, pensiamo anche ogni tanto di regalargli qualche pulcino di quaglia o dei pinky.

Per l’ alimentazione vegetariana il Drago non ha preferenze ed è possibili variargli la dieta anche quotidianamente, tra verdure del tipo “a foglia”, della frutta purché fresca, dell’ erba medica ma anche la soia o qualche fiore o anche delle piante grasse. Sono sconsigliate, però, le zucche, le carote e tutti gli agrumi.

Ricordiamoci di aggiungere al cibo un po’ di integratori del calcio in polvere, magari con vitamina D 3 quale aiuto ai processi di calcificazione.

Pur essendo un animale che vive nei deserti, il nostro Drago necessita in ogni caso di acqua. In parte la ricava dagli alimenti, ma è utile fornirgliene anche un po’ in una ciotola da tenere nella parte meno calda del suo terrario.

Convivere con un sauro

Il drago barbuto è un rettile mansueto e ha vari comportamenti interessanti da osservare. In particolare, è parecchio curioso e alcuni suoi movimenti svolgono delle vere e proprie funzioni sociali. Non è raro vederlo scrollare la testa in alto e in basso, o alzare la zampa anteriore in modo simile a un saluto.

Qualche esperto dice che, però, è meglio non toccare troppo il Drago il quale è certamente socievole ma non predilige un contatto prolungato, quindi cerchiamo di goderceli a distanza, senza procurargli troppi stress.

Non trascurate la pulizia. Il terrario dovrà essere sempre ben tenuto e non escludete la possibilità di fargli un bagno, basteranno pochi centimetri di acqua tiepida dentro un contenitore. Potrete aiutarvi anche con uno spazzolino da denti per una pulizia più approfondita.

Approfondimenti e bibliografia