Falco pellegrino
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Il falco pellegrino, anche detto Falco peregrinus, ha delle ali appuntite e una coda lunga, infatti è il più grande  falco dell’America. Lo si può riconoscere facilmente. Come altri uccelli rapaci, i maschi della specie sono più piccoli delle femmine del 20% ca e pesano la metà circa. Le varianti di questo uccello sono diverse, ben 19 in tutto il mondo, che si differenziano in modo deciso sia per colore che per dimensioni. Tratti comunque ricorrenti nelle diverse specie sono le ali lunghe e affusolate, la coda corta e sottile. Nell’America settentrionale ha dimensioni simili a quelle del corvo: il maschio ha 36-49 cm di lunghezza, mentre la femmina 45-58 cm. L’apertura alare del falco pellegrino va da 91 a 112 cm e il peso medio è di 900 grammi. Le dimensioni del falco pellegrino sono medie.

Le ali del falco pellegrino sono blu, ardesia e grigie con le estremità nere. Ha strisce nere sulla schiena e il ventre (fianchi e gola) è pallido- bianco. La testa è nera. Il viso dell’uccello è bianco con una striscia nera su ognuna delle guance. Gli occhi sono grandi e scuri. I giovani hanno tratti più marcati, tendono a essere più scuri e marroni, con gli arti inferiori striati piuttosto che a strisce. La parte inferiore del corpo dell’uccello è in generale più chiara. La coda, sottile e lunga, ha una forma tondeggiante ed è di colore nero con le barre laterali bianche. Le piume variano con le stagioni.

Gli artigli ed il becco del falco pellegrino sono neri, la cera sul becco e le zampe invece sono gialle. Il becco è appuntito e pericoloso, infatti viene usato per uccidere le prede. Gli occhi sono grandi e scuri con l’iride giallo. Il corpo è massiccio e compatto.

Habitat del falco pellegrino

Il falco pellegrino lo si trova in Europa, in Asia, in Africa settentrionale e in America. Non c’è ai poli. Il falco è presente nella penisola italiana. La specie è molto adattabile, per questo ha potuto stabilirsi negli ambienti meno ospitali, come la tundra, le regioni artiche, i deserti. In genere comunque il sua naturale habitat è in zone aperte e selvagge, ricche di prede, con zone rocciose e scarse di vegetazione. Il falco pellegrino si può avvistare anche vicino a scogliere sul mare, su colline, paludi e cime montuose. Il falco non teme l’uomo per questo si può anche trovare a ridosso dei centri urbani. Può stabilirsi quindi all’interno di edifici, come campanili e torri, oppure in costruzioni abbandonate dove caccia in particolare piccioni. Non ama i luoghi chiusi o che sono caratterizzati da fitta vegetazione. Le popolazioni di falchi che vivono più a Nord sono soliti migrare, per svernare in zone più calde. Le migrazioni hanno inizio a settembre e a marzo.

Riproduzione

Il falco pellegrino è solitamente una specie monogama, le coppie restano insieme per tutta la vita. La stagione degli amori è la primavera inoltrata, tra aprile e luglio. La femmina costruisce il nido in buche e nicchie che sono presenti nelle rocce, in tronchi di alberi e in edifici abbandonati. In media la femmina depone tra le due e le sei uova e vengono covate per circa 1 mese. Le uova di falco pellegrino, covate una volta all’anno, hanno un colore bianco, con macchie rosse e nere. Appena i piccoli nascono sono ciechi e dipendono totalmente dai genitori, che si occupano di nutrirli e curarli. I piccoli lasciano il nido dopo circa 6 settimane.

Alimentazione

Il falco pellegrino si nutre sostanzialmente di uccelli, quindi pernici, anatre, cornacchie e gabbiani, anche se non disdegna affatto anche altri mammiferi come topi, scoiattoli e tassi. La sua dieta varia con la stagionalità e in base alla disponibilità di animali.

Abitudini e comportamento

Il falco pellegrino è un rapace notturno e quindi ha abitudini crepuscolari. Quindi di giorno resta appollaiato sui rami degli alberi a riposare, mentre dopo il tramonto esce finalmente per andare a caccia di cibo. Esso ha un carattere solitario, tende a vivere quindi al massimo in coppia. Può essere sia sedentario, se l’habitat lo permette, sia migratore se non vi sono le condizioni climatiche adatte. Il suo volo è rinomato: è agile e veloce, caratterizzato da lunghe planate che sono intervallate da battiti di ali rapidissimi.

Il suo grido di allarme è acuto e penetrante. Una volta avvistate le prede dall’alto, vi si getta contro in picchiata a quasi 300 km all’ora e le afferra con gli artigli robusti. È uno degli animali più veloci al mondo. Prima di iniziare la picchiata cerca di guadagnare quota per piombare più violentemente e tramortire la preda con i talloni prima di ucciderla con il becco. La preda viene poi trasportata in un luogo sicuro dove viene spiumata e mangiata, oppure viene anche conservata per essere consumata in seguito. Animali piccoli vengono mangiati in volo. Anche il falco pellegrino è a sua volta una preda, in particolare del Gufo della Virginia, del Girfalco e dell’Aquila reale.

Specie protetta

Il falco pellegrino viene usato da tempi antichi in falconeria. In Italia questo animale è una specie protetta, quindi ne è severamente vietata l’uccisione e anche il prelievo in natura. A minacciare la specie ci sono la depredazione dei nidi, la cattura per falconeria e la distruzione degli habitat naturali a causa soprattutto dell’inquinamento e degli insetticidi. Si ricorda il crollo tra il 1950 e il 1970 dovuto a DDT.  Molti esemplari muoiono anche impigliati nei cavi dell’alta tensione. Grazie al ripopolamento del falco pellegrino e dall’abolizione di taluni pesticidi è tornato a riprodursi, tanto che nel 1999 l’uccello è stato rimosso dalle liste che destavano preoccupazione. Nella Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) del 2016 è classificato come specie a minor preoccupazione.

Approfondimenti e bibliografia