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Dal punto di vista energetico e ambientale la Sardegna può realmente diventare la California d’Europa? O si tratta di un’utopia irrealizzabile?

Ad essere convinti di questo potenziale sviluppo del territorio isolano sono secondo Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo PA Fondazione, e Gavino Sini, presidente della Camera di commercio del Nord Sardegna, che hanno avanzato una simile proposta in occasione di Ener.Loc., evento dedicato a energia, ambiente e politiche locali.

Ma perché i due promotori si dicono così convinti di tale “trasformazione”?

A leggere le loro dichiarazioni, effettivamente, gli elementi ci sono tutti. Il territorio è in buona parte sostanzialmente intatto, il patrimonio naturale è invidiabile, la vocazione turistica è consolidata e può ancora regalare grandi margini di sviluppo nelle zone più interne. Proprio le zone interne, spesso sottovalutate dai flussi turistici, riescono a regalare un decisivo potenziale, potendosi infatti coniugare perfettamente con un forte progetto di sostenibilità ambientale, senza perdere di vista le esigenze industriali e valorizzandone le risorse anche a beneficio delle future generazioni – sostiene Sognamiglio.

In aggiunta a quanto sopra, prosegue poi il presidente della CCIAA del Nord Sardegna, bisogna tenere in considerazione il Piano energetico ambientale regionale della Sardegna e altresì l’impegno del nuovo governo regionale di valutare l’efficientamento energetico come un obiettivo strategico per la crescita economica regionale.

Con queste premesse, sottolineano i due, l’obiettivo di trasformare la Sardegna nella California italiana è realmente possibile, soprattutto se – si conclude l’invito – si riuscisse a coinvolgere in questa visione privati, enti locali, istituzioni regionali e cittadini, generando così un ottimale mix di intenti.

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