migliori pratiche ayurvediche

L’Ayurveda è un insieme di pratiche che hanno trovato importanti diffusioni nel mondo del benessere a livello globale, pur essendo in realtà una tradizione molto antica, che cerca di decodificare gli archetipi del nostro corpo, aiutandoci a comprenderne gli squilibri, e fornendoci anche le conoscenze per personalizzare i pasti e gli altri comportamenti quotidiani.

La scienza (veda) della vita (ayur), come da traduzione dal sanscrito, è dunque un’antica scienza della guarigione. A differenza della medicina classica occidentale, aiuta la persona a raggiungere il benessere ottimale attraverso l’equilibrio e l’integrazione, e lavora per trattare la causa principale della malattia piuttosto che i sintomi.

Ebbene, proprio al termine di questa stagione di festività, ricorrere alle migliori pratiche ayurvediche potrebbe darci una mano per poter riprendere con il giusto ritmo. Ma quali sono?

Bere acqua calda

Agni, o fuoco, è il fondamento della salute digestiva. Il processo digestivo si affatica ogni volta che si “versa” acqua fredda nello stomaco. Dunque, durante le vacanze (ma non solo), bene bere una tazza di acqua calda o di tisana. L’Ayurveda suggerisce di non bere acqua durante i pasti, ma bere acqua calda circa 30-60 minuti dopo i pasti per bilanciare l’eccesso di cibo o cibo troppo pesante ed elaborato.

Mangiare spezie che “riscaldano”

L’Ayurveda spiega che il freddo aumenta la vata, o aria, nel corpo. Mangiare molte spezie che “riscaldano”, come chiodi di garofano, cannella, pepe nero, noce moscata, cardamomo, zenzero e curcuma aiuta a riequilibrare il corpo durante i mesi invernali. Queste spezie aiutano a ridurre l’elemento aria, alleviando così i disturbi dell’umore stagionale, i dolori articolari, l’artrite aggravata dal freddo e persino la depressione.

Onorare il cibo

Da migliaia di anni, in tutte le culture, una preghiera o una parola di gratitudine per il cibo è un’abitudine ben radicata. Al di là delle vostre credenze, è evidente che il cibo sia per tutti noi una grande opportunità di riconnetterci con noi stessi e con la natura; insomma, non si tratta di una semplice “merce” da valutare in termini calorici, né può essere semplicemente comprato e servito. E’ invece un’offerta, da servire con amore e grazia! Gli antichi testi ayurvedici sono pieni di inni che vengono recitati per onorare il nostro cibo.

Non soffermarsi troppo sulle calorie

Tenere traccia delle calorie assimilate è un percorso verso la privazione e la negazione di quella che può essere un’esperienza piacevole e soddisfacente. Assaporate invece con moderazione tutti gli alimenti sulla vostra tavola. Apprezzate la pienezza e l’abbondanza del raccolto della natura che siamo destinati a godere in questa stagione. Assaporate i sapori e le fragranze. Troppa carne, cibi lavorati e zuccheri portano il prana, o livello energetico, del corpo verso il basso. Negli inverni freddi, è opportuno aggiungere un goccio di burro alla zuppa; nutrirsi come i grassi buoni come l’olio d’oliva e l’olio di cocco.

Farsi uno speciale massaggio ayurvedico

È sempre più diffusa la pratica ayurvedica dell’auto-abhyanga, o massaggio all’olio caldo, un trattamento lenitivo di 10 minuti per la cura di sé per i vata squilibrati. Viene tradizionalmente realizzato la mattina prima del bagno ed è particolarmente utile come rituale quotidiano nei mesi invernali. Coniderato che la stagione è tradizionalmente secca e fredda. con l’abhyanga si permette all’olio caldo di penetrare nella pelle e lubrificare tutto il corpo, una qualità che è l’esatto contrario del vata, agevolando così l’equilibrio.