Mastino dei Pirenei

Il levriero afghano era originariamente utilizzato per cacciare grandi prede, sia nei deserti che nelle montagne dell’Afghanistan, dove il suo mantello abbondante e fluido era necessario per riscaldarsi. L’afghano era molto apprezzato per la sua capacità di correre veloce e su grandi distanze, tenendo coraggiosamente a bada animali pericolosi, come i leopardi, fino a quando il suo compagno a cavallo non fosse riuscito a raggiungerli. L’afghano era apprezzato anche per la sua capacità di pensare e cacciare in modo indipendente, senza una guida umana.

Come anticipato, è molto probabile che il levriero Afgano sia tra le razze più antiche che abbiano mai accompagnato l’uomo nel suo lungo cammino evolutivo, anche se, trattandosi dell’era antica, si ha sempre una certa difficoltà a confermare definitivamente le prove. In particolare le raffigurazioni, sia su bassorilievi che su mosaici, farebbero presupporre che nell’Iran meridionale, il levriero, o almeno un suo simile molto somigliante, era già utilizzato nella caccia.

È comunque noto che successivamente il levriero afgano era un animale molto importante nel suo paese d’origine, e da lì si diffuse anche nei paesi limitrofi orientali, in particolare in India, in Cina, in Iran e in Pakistan. Anche il significato di Tazi dunque, può variare a seconda del paese di allevamento, dove in alcune etimologie questo termine riconduceva agli aggettivi “fiero e coraggioso” anche a cani poi autoctonizzati dalla storia. Comunque questo fu per lungo tempo il solo cane a cui si attribuiva un grande valore, non solo perché utile nella caccia, ma anche per il suo carattere e il suo fisico.

Inoltre era considerato anche molto indipendente, caratteristica non indifferente per l’epoca, in considerazione anche della diversa conformazione sociale, in cui raramente si aveva molto tempo da dedicare al proprio animale. Nonostante queste ottime caratteristiche, il levriero afgano non superò mai i confini di quei paesi, fino al secolo scorso. Questa razza era gelosamente custodita da quelle popolazione, e solo il colonialismo occidentale riuscì a farlo conoscere e importare in Europa. Se ne parlava nei racconti dei viaggiatori, ma solo nel 1813 fu eseguito un ritratto artistico, che ne fece conoscere le fattezze anche agli Europei.

Successivamente alcuni esemplari fecero la loro comparsa in Inghilterra, senza però che si iniziasse un allevamento della razza per usarla in pianta stabile nel vecchio continente, e questi esemplari rimasero solo per alcune dimostrazioni.

Solo nel 1907 venne redatto uno Standard della razza, ma questa era riferita al governo coloniale in India, mentre per avere uno standard ufficiale nel Regno Unito, si dovrà attendere il 1925. Il primo levriero introdotto in via definitiva in Gran Bretagna fu un certo Zardin, nel 1907, mentre 12 esemplari vennero poi importati dal Maggiore Bell-Murray di ritorno dall’India nel 1919, e diedero vita ai primi allevamenti inglesi, dove si migliorò la razza per renderla più longilinea ed elegante.

Il 1927 vide il primo levriero campione inglese, scelto dall’allevamento di Bell-Murray, che poi importarono il levriero afgano anche nei Paesi Bassi e poi negli altri paesi fino agli Stati Uniti. Questi 12 esemplari hanno quindi fondato la dinastia dalla quale discendono tutti i levrieri afgani oggi allevati nel mondo, assieme all’allevamento del maggiore Amps, anch’egli di ritorno dall’India. Certamente vi sono ancora esemplari della razza originaria afgana, ma non migliorati dagli allevamenti inglesi degli anni Venti del 900.

In America si segnalò un altro campione, il primo tigrato della storia, che diede vita alla dinastia Westmill, accoppiandosi con alcuni esemplari provenienti dall’Afghanistan del 1925. Gli allevamenti statunitensi si distaccarono così dalle prime selezioni inglesi. Ulteriori accoppiamenti vennero eseguiti dagli allevatori Lakki Marwat e Ardmore Anthony, che portarono ad un’ulteriore selezione che fece parte dello standard inglese fino al termine della seconda guerra mondiale. In quell’epoca si avevano così due diverse dinastie, che avevano diverse caratteristiche di altezza e di mantello.

La dinastia di Bell-Murray era più alta, ma gli incroci che portarono alla dinastia Ghazni erano considerati migliori nel mantello, e erano anche di carattere più vivace, mentre i primi erano timidi e dolci. Si procedette a incrociare infine le due razze, per ottenerne una definitiva e migliore, che divenne standard nel 1948. Le dinastie inglesi furono il punto di riferimento della razza, e solo recentemente sono stati provati nuovi incroci con cani non inglesi, in particolare indiani ed afgani.

Le maggiori selezioni, come visto finora, avvennero in Inghilterra e in America, e il resto dell’Europa fu piuttosto freddo, inizialmente, verso il levriero afgano, ad eccezione dell’Olanda. Solo negli anni 40 il levriero afgano arrivò in Germania, ma bisognerà attendere la metà degli anni 50 per vederlo approdare in Svezia e in Francia. Successivamente la diffusione de cane accelerò in pochissimo tempo, per arrivare in Australia e Italia.

Nel 1960 lo troviamo anche in Danimarca, dove si avviarono allevamenti e incroci. In Italia, alla metà degli anni 50, vennero incrociati esemplari tedeschi, afgani ed inglesi, che diedero vita alle selezioni nel nostro paese. Successivamente anche gli esemplari danesi iniziarono a fare la loro parte negli allevamenti italiani, diventando predominanti negli anni 70 fino ai giorni nostri.

Qual è l’aspetto e come si cura il Levriero Afgano

Il Levriero Afgano è un cane con una taglia classificata come medio grande, di aspetto snello, cosa comune a tutti i Levrieri, e possiede un pelo simile alla seta e molto lungo. La struttura del cane è caratterizzata dalla leggerezza e dalla grande eleganza e classe.

Il suo mantello è opportuno che mantenga una disposizione naturale, però sovente si attuano degli interventi cosiddetti di “stripping” sul dorso dell’ animale affinché la sua sella venga posta in risalto.

IL Levriero Afgano ha un cranio dalle proporzioni armoniose, sulla cui sommità spicca un ciuffo del suo bel pelo, lungo e particolare. La caratteristica del suo muso sono la lunghezza ed il fatto di essere di forma appuntita. Il colore del naso è un profondo nero.

Per quanto concerne le dimensioni, si può parlare di perfezione quando l’ altezza varia dai sessantotto ai settantaquattro centimetri per il sesso maschile e dai sessantatre ai sessantanove per quello femminile. Per quanto concerne la coda, l’ ideale è che termini con un anello.

Nella seconda parte del ventesimo secolo si sono operate una serie di selezioni tali che ottenessero il mantello dal pelo via via maggiormente lungo, affinché guardando correre un Levriero Afgano si abbia la bellissima sensazione che l’ animale stia fluttuando nell’aria, come se non si sforzasse minimamente.

Nello standard dei suoi colori tutti sono ammessi, anche se i più comuni sono il color crema, oppure il colore fulvo unitamente ad una maschera piuttosto scura, piuttosto che il biondo con venature color oro e finanche il nero. Ricordiamo che anche il tigrato è presente tra i mantelli del Levriero Afgano.

Date le caratteristiche del mantello ed il pelo lunghissimo appare evidente come la tolettatura debba avere una frequenza quotidiana ed anche il bagnetto deve avvenire più di frequente che per qualsiasi altra razza. L’ aspettativa di vita è generalmente compresa tra i dodici ed i tredici anni.

Alimentazione per il levriero afghano

La quantità giornaliera di cibo raccomandata è tra 2 – 2,5 tazze di cibo secco di alta qualità al giorno, diviso in due pasti. Naturalmente, quanto mangia il cane adulto dipende dalla sua taglia, età, corporatura, metabolismo e livello di attività.

I cani sono esseri viventi, proprio come le persone, e non tutti hanno bisogno della stessa quantità di cibo. Va quasi da sé che un cane molto attivo avrà bisogno di più cibo rispetto a un cane da “divano”. Anche la qualità del cibo per cani che si compra fa la differenza: migliore è il cibo per cani, più il cibo per cani è destinato a nutrire il cane.

Cercate di mantenere il levriero afghano in buona forma misurando il suo cibo e dandogli da mangiare due volte al giorno invece di lasciare sempre il cibo fuori. Se non siete sicuri che sia in sovrappeso, fate un test visivo. Guardatelo dall’alto verso il basso: si dovrebbe essere in grado di vedere la vita. Poi, mettetegli le mani sulla schiena, i pollici lungo la spina dorsale, con le dita aperte verso il basso. Si dovrebbe essere in grado di sentire, ma non vedere, le sue costole senza dover premere forte. Se non è possibile, ha bisogno di meno cibo e più esercizio fisico.

Colore del mantello e toelettatura

Colore del mantello e toelettatura

Correttamente curato, il mantello afgano è spettacolare. È infatti molto fine nella struttura, simile ai capelli umani, ed è spesso e setoso. Sulla testa presenta un ciuffo lungo e setoso. Con l’eccezione della schiena, l’intero corpo è abbondantemente coperto di capelli, anche sulle orecchie e sulle zampe. Il pelo è più corto sulla schiena, e più liscio nei cani maturi.

Tutti i colori uniformi sono consentiti dallo standard di razza dell’American Kennel Club (linee guida standardizzate per la razza), con alcune combinazioni di colori che vengono generalmente considerate le più gradevoli.

La toelettatura è un must per l’afghano. Considerato che il mantello è fine, ha la tendenza ad aggrovigliarsi facilmente. È necessario spazzolare e pettinare regolarmente, anche quotidianamente, così come è necessario fare frequenti bagni. Molti proprietari scelgono di recarsi da un toelettatore professionista per mantenere il mantello in buone condizioni perché la toelettatura di tale levriero è lunga e difficile; non è insomma un lavoro per i principianti, anche se i proprietari possono imparare a gestire il mantello se sono disposti a lavorare sodo.

Tutte le razze con orecchie pendenti tendono ad avere problemi di infezioni alle stesse. Dunque, controllate settimanalmente le orecchie del levriero afghano e asciugatele con un batuffolo di cotone inumidito con un detergente raccomandato dal vostro veterinario. Non infilare mai tamponi di cotone o altro nel condotto uditivo, altrimenti si rischia di danneggiarlo. Sintomi di un’infezione all’orecchio sono sgradevoli odori, arrossamenti o gonfiori, o ancora un comportamento del cane che scuote spesso la testa o si graffia all’orecchio.

Vi ricordiamo inoltre di spazzolare i denti del levriero afghano almeno due o tre volte alla settimana per rimuovere l’accumulo di tartaro e i batteri che si nascondono al suo interno. La spazzolatura quotidiana è ancora meglio se si vuole prevenire le malattie gengivali e l’alito cattivo.

Tagliate le unghie una o due volte al mese se il cane non le consuma naturalmente. Se riuscite a sentire il rumore delle unghie sul pavimento, significa che le stesse sono troppo lunghe. Le unghie corte mantengono i piedi in buone condizioni.

Oyster

Nello standard del Levriero Oyster, sono ammessi una grande varietà di colori. Il più diffuso è il biondo oro, crema, fulvo, e nero ma con maschera scura. Esistono anche le varietà tigrate, ed inoltre vi sono le tonalità più rare di Levriero afgano, che sono molto pregiati e ricercati.

Il nome Oyster, deriva appunto dal suo colore madreperla. Questo esemplare non ha la maschera, ed il suo muso è chiaro, mentre la groppa è di colore grigio argento. Il mantello è interamente bianco, e le orecchie hanno sfumature che vanno dall’avorio al nocciola. Attualmente questa varietà è selezionata da pochissimi allevatori in tutto il mondo. Proprio per questo motivo, il suo costo è così elevato.

Qual è il carattere del Levriero Afgano, come può essere impiegato e quanto può costare.

Parlando del suo carattere il Levriero Afgano ha come caratteristiche la dolcezza e l’ affettuosità nei confronti del suo padrone, sa adattarsi egregiamente alla vita familiare, però incontra qualche difficoltà nell’essere educato ed addestrato.

Se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le sue qualità innate per quanto concerne la velocità, potrebbe provare ad impiegarlo in gare di tipo “coursing”, gare per le quali il Levriero Afgano ha una spiccata predilezione.

Anticamente il Levriero Afgano veniva impiegato solo per la caccia, mentre oggi questa particolare varietà di Levriero viene utilizzato principalmente per la compagnia o anche per alcuni spettacoli, nei quali viene messa in risalto l’ innata classe ed eleganza.

Il Levriero Afgano non rientra tra i cani molto diffusi, soprattutto perché per acquistarlo occorre esser pronti a sborsare anche duemilacinquecento euro se non di più. Questo meraviglioso cane è considerato appartenente ad una fascia d’elite.