Pastinaca pesce velenoso

La lunghezza in grado di raggiungere questa specie è di 2,5 metri per 1,5 metri di larghezza e si presenta esteticamente con un muso piuttosto pronunciato e gli occhi sono molto piccoli e caratterizzati da evidenti spiracoli. La mascella superiore è formata dalle 20 fino alle 38 file di denti, mentre quella inferire ne ospita circa 40. La coda è fornita di un aculeo seghettato e velenifero, che utilizza per infliggere ferite anche gravi in casi di attacchi.

Il colore è di colore grigio tendente al marrone oppure verde-olivastro, mentre il ventre si presenta di colore chiaro rispetto al resto della livrea. Come tutte le specie pastinache, anche la “Dasyatis” è una specie ovovivipara, infatti gli esemplari femminile danno alla luce dai 4 ai 9 piccoli per due volte all’anno, dopo una gravidanza di circa 4 mesi. La dieta della pastinaca è caratterizzata prevalentemente da crostacei e da pesci di piccoli dimensioni come gli esemplari bentonici.

Puntura

Sono molto rari i casi in cui un soggetto dopo essere stato punto dalla pastinaca ha smesso di sopravvivere, ma questo non significa che bisogna sottovalutare l’importanza di tale avvenimento. Una volta punti la prima cosa da fare è rivolgersi in maniera tempestiva dal medico oppure all’ospedale più vicino e chiedere soccorso, perché la puntura di questo esemplare marino, è provocata da un aculeo molto affilato che una volta penetrato nella pelle, inietta un veleno a base di proteine. Questo veleno provoca al mal capitato un dolore molto acuto, che andrà scemando col trascorrere delle ore, e molto spesso lascerà sulla pelle tagli ed abrasioni nel punto di inoculazione.

Nei primi 30-90 minuti dopo la puntura della pastinaca, il dolore che manifesta il soggetto è molto forte ed altalenante, ed è comune di tale puntura, che la ferita si gonfi e sanguini. Consigliamo di restare calmi e di non agitarsi troppo, per evitare in questa maniera di avvertire ancora più dolore di quello che la puntura già provoca di suo. Essendo una ferita importante e molto seria, ci si deve rivolgere tempestivamente in ospedale e richiedere tutte le cure mediche adeguate. Se dopo la puntura di pastinaca si presenta nausea, brividi, crampi muscolari, bisogna recarsi al pronto soccorso più vicino immediatamente, perché tali sintomi, potrebbero essere la manifestazione di una reazione allergica oppure di overdose da veleno.

Dopo la puntura, potrebbero manifestarsi anche pesantezza al petto, gonfiore nel viso, difficoltà nella respirazione, bubboni su gran parte del corpo e nausea, il mal capitato sta avendo senza dubbi una reazione allergica. Una volta al pronto soccorso, bisogna informare il medico di eventuali fastidi anomali eccetto dolore, gonfiore e prurito, ed in caso di dubbio, dopo la puntuta bisogna sempre cercare cure mediche specialmente se la ferita si infiamma o se l’infezione provocata non migliora nell’arco di qualche giorno con trattamenti o rimedi casalinghi.

Cure alternative

Dopo la puntuta della pastinaca, si può immergere l’arto colpito in acqua caldissima per circa due ore, oppure utilizzare un’altra fonte di calore, come ad esempio i faretti ad alta potenza, i tubi del motore, il cofano caldo della macchina coprendo la zona interessata con un asciugamano umido. Se avete un kit per il primo soccorso, vi consigliamo di inserirvi l’impacco istantaneo caldo, simile a quelli che si utilizzano per riscaldare i guanti, quando sapete già che vi avventurerete in luoghi che sono abitati da tale specie marina. Anche l’impiego di una fiamma viva potrebbe essere di aiuto, ma in questo caso specifico, bisogna valutare attentamente i rischi di tale pratica.

Il veleno che inietta la pastinaca una volta punti, è composto da proteine variabili al calore, per questo l’impiego di fonti di calore, sono in grado di modificare ed alterare la struttura terziaria delle molecole proteiche polipeptidiche, disattivandone in questa maniera la loro azione venefica. L’impiego di acqua calda oltre a combattere il veleno, è in grado anche di ridurre il forte dolore che si avverte un a volta punti, e tale veleno formerà una specie di gel che dopo uscirà dal taglio della puntura.