Pianta mangiafumo

Il suo nome scientifico è Beucarnea e appartiene alla famiglia delle Agavaceae. Particolarmente apprezzate per le sue capacità di assorbire gas e fumi senza subire danni. È una pianta sempreverde e le sue origini sono da individuare nelle zone dell’America centrale. A oggi risulta essere una specie molto richiesta, forse anche troppo al punto che in Messico è ritenuta una specie protetta. Il motivo principale è che l’agricoltura intensiva e l’urbanizzazione stanno rovinando il suo habitat naturale.

Beucarnea, pianta mangia fumo, nolina o in qualsiasi altro modo la si voglia chiamare, ha realmente la capacità di assorbire gas e fumi. E tutte quelle persone che ne possiedono una sanno che è così. Ma andiamo a vedere nello specifico di cosa si tratta e quali sono le caratteristiche principali di questa pianta unica nel suo genere. 

La sua crescita è lenta e ha un fusto molto ampio simile alla zampa di un elefante. Una forma che gli permette di immagazzinare acqua a sufficienza. In cima al fusto si trova un ciuffo di foglie, dal colore verde che ha una forma lunga e sottile e arriva fino a 3 cm di altezza.

È una specie che non presenta molti fiori, soprattutto se piantata in Italia. Nei suoi luoghi d’origine invece è possibile che la pianta produca qualche fiore che solitamente è di colore giallo.

Quante varietà esistono di Beucarnea? 

specie vegetale Beucarnea

La specie vegetale Beucarnea non si articola in una grande varietà di esemplari differenti, ma esistono in natura otto tipi originari dell’area messicana. I principali esemplari della Beucarnea comprendono:

  • Beaucarnea recurvata;
  • Beaucarnea gracilis;
  • Beaucarnea longifolia;
  • Beaucarnea stricta.

La Beucarnea recurvata è una tra le specie più diffuse e coltivate in assoluto. Il suon nome, recurvata, deriva appunto dalla forma ricurva delle sue foglie. 

Il luogo d’origine è il Messico, dove assume il nome di “Ponytail Palm”, considerando che non è poi così diversa dalle palme. 

In questo caso, quindi, ci troviamo di fronte a un vero e proprio albero. Infatti la recuverata raggiunge tranquillamente i 15 metri altezza e le sue foglie possono superare anche 1 metro di lunghezza e una larghezza di 2 cm abbondanti. 

La Beucarnea gracilis possiede un fusto carnoso rigonfio alla base che a ben vedere somiglia a una bottiglia. La sua estremità è formata da una sorta di corona di foglie larghe 1,5 cm e lunghe anche 50-70 cm. Nei mesi in cui fiorisce, produce dei particolari grappoli apicali di fiori rossi.

La Beucarne longifolia si contraddistingue soprattutto per le su foglie molto sottili che però possono superare tranquillamente il metro di lunghezza.

La Beucarnea stricta si caratterizza per delle foglie rigide con margini molto ruvidi.

Consigli per chi volesse coltivare la pianta mangiafumo

Coltivare questa specie non è affatto difficile. Se viene scelta una variante piccola si può procedere tranquillamente con la coltivazione in vaso. È importante però tenere sempre d’occhio la temperatura che non deve essere troppo fredda. Dunque, durante i mesi invernali, si faccia molta attenzione a non tenere la Beucarnea esposta a temperature al di sotto dei 10°C. D’estate, invece, non corre nessun pericolo per le alte temperature. Infatti, può sopportare anche oltre i 30°C e può essere esposta perfino al sole diretto. Oltre a ciò, la pianta deve ricevere una luce costante durante l’intero anno e necessita di un cambiamento d’aria continuo.

Il terriccio da usare è composto da 2 parti di terreno fertile, 2 parti di sabbia e 1 parte di torba. La parte inferiore del fusto, cioè quella gonfia, non va interrata, ed è meglio usare vasi di terracotta e non di plastica. 

L’innaffiatura va effettuata a partire dalla primavera e deve continuare per tutta l’estate. Tra un’innafiatura e l’altra, si ricorda di attendere che il terriccio sia completamente asciutto. Questo perché i ristagni idrici devono essere assolutamente evitati. L’accumulo di acqua purtroppo può causare problemi alla pianta mangiafumo. 

L’ora adatta per procedere con l’irrigazione è di sicuro il mattino presto o dopo il calare del sole. Durante l’inverno la pianta deve ricevere una quantità minore di acqua, quindi le abitudini dovranno cambiare. Il motivo è che la pianta utilizza l’acqua immagazzinata nella base del fusto e una sovrabbondanza può far marcire le radici.