Ma non sono solo i nostri amici a quattro zampe a essere in pericolo,  anche l’uomo e le piante corrono dei  seri rischi se incrociano questo parassita.

Conosciamolo meglio e vediamo di cosa si tratta, quali effetti ha sulla salute e come difendersi. 

Che cos’è la processionaria

La processionaria è un insetto che appartiene alla famiglia dei taumatopeidei. Si tratta di un parassita molto pericoloso per animali e piante e colpisce soprattutto i cani e gli alberi di pino, ma può essere nocivo anche per le querce. 

A primo impatto questi insetti sembrano innocui e buffi, simili a dei bruchi, eppure possono essere micidiali. Una loro caratteristica è quella di muoversi in fila uno dietro l’altro, creando appunto una sorta di “processione”. Sono ritenuti pericolosissimi nello stato larvale, ma, una volta adulti, non sono altro che delle inoffensive falene.

Cosa rende pericolosa la processionaria

A costituire un vero e proprio pericolo sono i peli urticanti che ricoprono buona parte del corpo della processionaria. Essi vengono spesso rilasciati nell’aria e la loro forma simile a un uncino gli permette di attaccarsi alla vittima. Ciò avviene soprattutto quando i cani rosicchiano l’erba o fiutano il terreno e, involontariamente, ingeriscono i peli. 

I sintomi che ne derivano sono, nella maggior parte dei casi, gravi. Per prima cosa è possibile notare una maggiore salivazione da parte dell’animale; essa è generata da un processo infiammatorio che colpisce bocca, esofago e stomaco. Purtroppo questo fenomeno cresce in maniera rapida e, nel giro di qualche ora, la lingua si gonfia fino a raggiungere una dimensione inusuale. Un processo così aggressivo è possibile perché i peli della processionaria, entrando a contatto con la lingua della bestia, causano una netta distruzione del tessuto cellulare. 

Altri sintomi possono essere la perdita di appetito, la febbre, il vomito e la diarrea, in forma anche emorragica.

Come curare un cane affetto da processionaria

Se malauguratamente il vostro cane dovesse venire a contatto con i peli della processionaria, la prima cosa da fare è lavare la sua lingua con abbondante acqua fredda. Questo procedimento aiuta ad allontanare la sostanza irritante dal cavo orale e a rallentare le conseguenze. In seguito, si consiglia di recarsi al più presto da un veterinario; lì cercheranno di fare quanto possibile, magari con un’operazione di emergenza. 

Quali effetti ha la processionaria sull’uomo

Come abbiamo visto, i peli urticanti di questo insetto possono diffondersi facilmente nell’aria. Se a contatto con la pelle dell’uomo essi possono provocare reazioni allergiche, mentre se inalate provocano infiammazioni locali. In caso di contatto è bene sciacquarsi immediatamente con acqua fredda e recarsi al pronto soccorso. 

In che modo difendere il nostro cane dalla processionaria?

Per evitare contatti con la processionaria, durante i mesi primaverili ed estivi, sarebbe opportuno stare alla larga da pini e querce. È bene ricordare che l’insetto colpisce gli alberi giovani.

Se il cane vaga liberamente per il parco o in qualche campagna è consigliabile fargli indossare la museruola. Un aspetto che di certo il tuo fido compagno non gradirà, ma  che può risultare utile a salvargli la vita in circostanze simili. 

Oltre a quanto già detto, resta da prendere in considerazione la disinfestazione che in Italia è ritenuta obbligatoria secondo un decreto ministeriale del 2008. “La lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria nelle aree in cui le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, numero 214, competenti per territorio, hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la salute delle persone o degli animali o la sopravvivenza del popolamento arboreo”.

I metodi di disinfestazione possono essere svariati, dalla lotta meccanica, all’utilizzo di insetticidi di tipo biologico. La prima alternativa consiste nella rimozione manuale di tutti i nidi di processionaria. Questo procedimento è svolto durante i mesi d’inverno, prima che le larve escano dal nido. Una tecnica molto efficace che richiede però tempo a disposizione e dimestichezza, pertanto è indicata per quei luoghi di piccole dimensioni. La lotta microbiologica invece, è un metodo ampiamente usato, e prevede l’utilizzo di un insetticida biologico. Questi prodotti sono innocui e non procurano danni, né all’ambiente, né a persone e animali.