Scoiattolo giapponese

Un pet simpatico e vispo cui prestare le proprie attenzioni. Poco ingombrante e poco impegnativo, perfetto da tenere in appartamento quando lo spazio è ridotto. Tutto quello che c’è da sapere su questo batuffolo simpatico.

Diffusione

Lo scoiattolo giapponese è un simpaticissimo animaletto che appartiene alla categoria dei mammiferi roditori, viene chiamato anche Tamia siberiana o borunduk, scientificamente Tamias sibiricus. Esso appartiene alla famiglia delle Sciuridae (Sciuridi). È una delle 19 specie che è ascritta al genere delle Tamias diffusa in modo particolare nel Nord America orientale. Questo roditore, anche conosciuto come Chipmunk, è famoso e noto in tutto il mondo per essere stato preso come animaletto protagonista di un famosissimo cartone animato di successo, quindi tutti conoscono questo piccolo pet. Le specie di questo animale sono diverse in America, una sola, il E. Sibiricus, è diffusa anche in Asia ed è proprio quella che maggiormente risulta essere allevata. Infatti l’intera categoria, viene spesso erroneamente identificata come scoiattolo giapponese, anche se il termine non è sempre corretto.

Questo animale è piuttosto noto come animale da compagnia, per questo accidentalmente è stato rilasciato in natura in Europa e con il tempo se ne sono sviluppate piccole popolazioni in Germania, Francia e Benelux. In Italia è stata segnalata la specie nella zona di Gorizia, Padova, Bussolengo, Belluno, Bolzano, Trento, Vercelli, Genova e Roma. La specie che tipicamente vive nelle aree boschive con un ricco sottobosco, si è adattata bene anche a vivere in ambienti antropizzati, quindi in parchi e giardini pubblici e privati.

Come si presenta

Questo simpatico scoiattolo ha un aspetto vispo e piuttosto attraente. Esso ha una testa rotonda un po’ più grande rispetto al resto del corpo, quasi in sproporzione. Ha un naso a punta e grandi occhi scuri. La corporatura dell’animale è snella e agile, ha arti non molto lunghi al termine dei quali vi sono 4 dita nelle zampe anteriori, 5 dita in quelle posteriori. Le dita dello scoiattolo giapponese hanno unghie lunghe e aguzze, che sono quelle che permettono alla bestiola di arrampicarsi in modo incredibilmente agile e con facilità. Questo roditore è lungo all’incirca 25 cm compresa la coda che è di una decina di centimetri. È piccolo infatti pesa solamente 125 grammi circa. Lo scoiattolo giapponese, come la maggioranza degli altri roditori, ha la capacità di trasportare diversa quantità di cibo in bocca, grazie alla presenza di borse facciali apposite. Quando sono piene le guance dell’animale sono gonfie.

Dentatura

La dentatura dell’animale è particolarmente robusta. Non sono presenti canini, i molari sono provvisti di radici e sono fissi, cioè non sono soggetti ad una continua crescita. Gli incisivi diversamente sono molto sviluppati e sono in continua crescita, infatti devono essere continuamente consumati dall’animale.

La pelliccia

Gli scoiattoli giapponesi hanno un’ottima ed eccellente capacità visiva e, cosa più particolare, sono in grado di distinguere bene i colori, cosa che è invece rara per molti mammiferi. Il corpo di questo roditore è rivestito di pelo, che si stende fitto e morbido. Sulla coda la pelliccia si fa più lunga. Il colore del pelo ha sfumature che vanno dal rosso al bruno e sul dorso vi sono di solito sfumature che vanno dal grigio al bianco. Il dorso è percorso in senso longitudinale da bande chiare e scure, che variano a seconda della specie, la coda invece è bruna o marrone. Il ventre e la zona della gola sono chiare, di colore bianco o crema.

Letargo e nutrizione

Lo scoiattolo giapponese in cattività può andare in letargo, anche se si tratta di brevi periodi. Ogni tanto si risveglia dal suo torpore per nutrirsi. In natura, questo periodo invece è variabile durante la stagione invernale, a seconda della latitudine e del clima. In vista di questo momento il roditore accumula provviste di cibo nella propria tana, mostrandosi durante l’accumulo ancora più aggressivo e territoriale, poiché non è raro che fra gli esemplari l’uso di rubarsi il cibo dalle tane.

Quest’ultima è ancora una teoria, non vi sono ancora state osservazioni dirette di questo tipo di episodi. Il cibo accumulato è lo stesso di cui si nutre durante tutto il resto dell’anno: è un animale vegetariano che è solito nutrirsi di semi vari, frutta (amano in particolare lamponi, more, fragole e mirtilli), frutta a guscio, bacche, erbe varie e radici. Occasionalmente si nutrono anche di insetti.

Comportamento

Comportamento dello scoiattolo giapponese

Lo scoiattolo giapponese ha un comportamento che potremmo definire poco docile e familiare anche verso chi si è occupato di allevarlo, questo perché gli esemplari che sono in commercio, nella maggioranza dei casi, non sono purtroppo riprodotti in cattività, ma vengono catturati e importati dai paesi di origine dove vivevano liberi e felici. Per avere degli scoiattoli domestici più mansueti bisognerebbe acquistare esemplari giovani, di un età compresa fra i 2 ed i 6 mesi, allevandoli poi singolarmente, poiché la vita di coppia o in gruppo tende ad ostacolare l’addomesticamento. Ad ogni modo nonostante queste difficoltà, mettendoci molta pazienza e buona volontà, qualche risultato si può ottenere anche in breve tempo e con risultati buoni. Lo scoiattolo giapponese se è tenuto bene può anche arrivare in cattività a ben 10 anni di vita, mentre in natura vive circa 4 anni.

Lo scoiattolo giapponese è principalmente un animale diurno, quindi è attivo dal mattino alla sera. Di solito evita di uscire dal nido durante le ore a metà giornata, in cui fa lunghi riposini. Ogni animale delimita il proprio territorio con segnali odorosi, urine, per rivendicarne il possesso e scoraggiare intrusi eventuali a superare i suoi confini. L’area occupata dagli esemplari femminili del roditore è di solito più estesa rispetto a quella del maschio. Questo roditore è molto vivace e simpatico, con eccellenti doti arrampicatorie, anche se resta sostanzialmente a terra per quasi tutto il suo tempo. Di notte gli scoiattoli giapponesi riposano in gallerie da essi stessi scavate che solitamente hanno un raggio di 250 cm di raggio, anche a 1,5 m di profondità. Queste gallerie hanno un’unica entrata e diverse camere che l’animale adibisce a latrine e dispense di cibo. Il restante tunnel è usato per la vita quotidiana e viene mantenuto dall’animale sempre pulito.

Riproduzione

Gli scoiattoli giapponesi in primavera e in estate si riproducono. In questo periodo le femmine diventano meno territoriali, permettendo al maschio prescelto di montarla. La gestazione dura meno di un mese, al termine di questa vengono dati alla luce fino a una decina di cuccioli. Il parto avviene in una camera della tana ben foderata e ammorbidita con foglie secche e steli di erba. Negli anni in cui il cibo è particolarmente abbondante, la femmina può capitare che vada di nuovo in estro qualche tempo dopo il parto, c’è spazio quindi per una nuova nidiata. I cuccioli di scoiattolo giapponese diventano indipendenti fra i 2 ed i 3 mesi dalla nascita: non raggiungono comunque una maturità sessuale fino ai 12 mesi.

Consigli per l’allevamento domestico

La gabbia da usare per questo tipo di pet non è necessario sia molto alta, piuttosto è bene che sia larga, infatti esso passa più tempo a terra che arrampicato. All’interno della gabbia è necessario che l’animale abbia tutto: cibo, abbeveraggio e giaciglio per dormire e riposare. È bene anche inserire nella gabbia qualche ramo in modo da dare all’ambiente un aspetto naturale. Mettete nella gabbia il giaciglio così come viene venduto, quindi vuoto. Sarà l’animale poi a sistemarselo come crede.

A questo scopo mettete nella gabbia rametti e pezzetti di stoffa o cotone, in modo che abbia il necessario per farlo. L’alimentazione è la medesima dei criceti, abbiamo già detto di cosa si nutre. In cattività tuttavia è meglio dare all’animale perlopiù semi e frutta secca, perché gli alimenti freschi potrebbero marcire e fare cattivo odore. Non è facile instaurare un rapporto con l’animale, l’unico sistema per provarci è quello di fornire lui prelibatezze, magari costringendolo a prenderle dalle nostre mani.