pinguini
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Il ghiaccio marino intorno a una massiccia colonia di pinguini Adelie in Antartide si è sciolto all’inizio di quest’anno, stando a quanto ricostruito da un gruppo di scienziati neozelandesi.

Cape Bird, nella Penisola Antartica, ospita 30.000 coppie di pinguini Adelie, che si affidano proprio al ghiaccio marino per raccogliere il krill e i pesci necessari per poter nutrire i loro pulcini. Senza di esso, alcuni sono costretti a viaggiare molto di più per il cibo, lasciando i loro pulcini affamati per giorni e, dunque, mettendo a rischio la sopravvivenza della specie.

Dean Anderson, ecologista di Landcare Research, è una delle tre persone di stanza sul posto per l’estate a osservare l’andamento della stagione riproduttiva, e in un nuovo studio afferma che il ghiaccio marino si è staccato circa due settimane fa, con un comportamento definito “insolito”.

“Gli adulti trascorrono più tempo in mare, e viaggiano meno frequenti verso i cuccioli. Il che ha ridotto i tassi di approvvigionamento: stiamo vedendo un leggero aumento dei tassi di crescita dei cuccioli”, dice. Lo studio di Anderson è incentrato sulla Ross Sea Marine Protected Area (MPA), un’area internazionale della pesca recentemente istituito nell’oceano al largo dell’Antartide. Oggi è la zona marina protetta più grande del mondo, estesa su una superficie di 1,55 milioni di chilometri quadrati.

I pinguini di questa specie sono il soggetto di ricerca perfetto, poiché dipendono fortemente dal mare per la sopravvivenza. Ne deriva che i cambiamenti nelle loro zone di pesca possono avere un grande impatto sulla salute delle coppie e dei nascituri.

Per effettuare lo studio, i ricercatori hanno monitorato il comportamento di 96 coppie in riproduzione nella colonia. Hanno poi pesato gli esemplari attraverso un sistema di rilevazione elettronica, al fine di comprendere cosa è accaduto in loro assenza. “Il peso di “ingresso” nella colonia ci mostrerà quanto hanno mangiato in mare, perché porteranno un grande stomaco pieno di krill, che poi daranno da mangiare ai loro pulcini”, si legge nelle dichiarazioni dei ricercatori.

Gli scienziati dicono che è troppo presto per sapere perché il ghiaccio si è sciolto così presto quest’anno, ma dicono che potrebbe essere un evento naturale o un risultato del cambiamento climatico. Il tecnico Brian Karl, che ha trascorso 26 anni a Cape Bird nel corso di diversi studi, afferma preoccupato che il ghiaccio marino di solito non si scioglie fino alla fine di gennaio, quando i pulcini sono più grandi.

L’impatto reale sarà noto una volta raccolti i dati, con la prima fase dello studio che si concluderà in due settimane.