Levriero italiano

La sua eleganza e raffinatezza ha sicuramente pochi eguali. Si può ritenere un vero e proprio modello sotto questo punto di vista. Si tratta di una razza canina che presenta delle origini chiaramente italiane. Questa razza ha ottenuto il riconoscimento dalla FCI. Ed è in grado di combinare potenza muscolare ed eleganza. Anche grazie ad un fisico notevolmente armonioso concentrato in cinque chilogrammi.

Quali sono le origini

Questo cane è comparso in un gran numero di opere d’arte. La frequentazione è avvenuta con tanti artisti e letterati, come ad esempio Caterina II di Russia e Federico il Grande. Le sue origini sono notevolmente antiche. Come possono testimoniare anche i vari fossili che risalgono a qualcosa come 5000 anni fa che sono stati rinvenuti in Egitto. Sembra che appartengono a dei cani che somigliano sotto tantissimi aspetti a quello attuale. Dall’Egitto in pochissimo tempo si sono diffusi poi anche in Italia, che si può considerare a tutti gli effetti come la loro patria.

L’evoluzione

Fin dall’inizio, quindi, questo cane è stato allevato con un doppio ruolo. Ovvero sia come cane da compagnia che come cane da caccia. Inizialmente questa seconda vesta era quella prediletta. Infatti, era usato soprattutto per la caccia al fagiano e alla lepre. A partire dal XIX secolo, inoltre, la considerazione nei suoi confronti ha avuto un riscontro decisamente più sociale. Al giorno d’oggi il piccolo levriero italiano si può considerare un ottimo cane da compagnia.

Origini Levriero italiano

La sua identità, però, ha passato un momento difficile qualche anno prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale. Infatti, questa razza aveva lasciato per strada l’istinto venatorio e poteva contare solamente su esemplari nani, molto delicati e fragili. Nel momento in cui è arrivato in Italia, però, tutto è cambiato. Il merito è soprattutto di quanto fatto dalla Marchesa Maria Luisa Incontri Lotteringhi della Stufa. Questa donna ha gestito in maniera impeccabile un famosissimo allevamento. In questo modo, ha salvato e poi riportato in auge il piccolo levriero italiano.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Il Piccolo Levriero Italiano ha una testa di forma oblunga che termina con un muso tendenzialmente a punta, il cranio è piano ed ha le labbra abbastanza sottili. Non è molto evidente lo stop.

Ha un tartufo molto scuro mentre le narici sono larghe, fini le labbra di colore scuro, a forbice la dentatura che è perfetta per numero ed ha robuste e lunghe mascelle.

Scuri anche gli occhi, Il Piccolo Levriero Italiano ha un’ espressione furba, vivace. Ha orecchie di forma sottile, molto piccole e molto più in alto rispetto agli occhi.

Il collo si presenta di forma arrotondata superiormente ed è lungo quanto la testa. Ha la coda dritta, già poco spessa a livello della base ma che va sempre più assottigliandosi ed incurvandosi man mano che ci si avvicina all’ estremità, avendo il pelo raso.

Ha un pelo molto corto e di natura sottile, il colore del manto è grigio tendente all’ ardesia, fulvo e nero. Si tollera il bianco solo sul petto e sulle zampe.

Le caratteristiche fisiche

Il peso del piccolo levriero italiano si aggira intorno ai 5 chilogrammi. Si tratta chiaramente di un cane che si può considerare di piccola taglia. Al tempo stesso rappresenta un ottimo esempio di eleganza. Un gran numero di persone lo ritengono come un cane perfettamente aerodinamico e probabilmente hanno anche ragione. Una delle particolarità di questa razza è sicuramente la sua peculiare andatura.

La struttura e l’ossatura

La struttura di questo cane non è particolarmente delicata come può apparire in un primo momento. Le sue movenze sono particolarmente aggraziate e c’è da sottolineare come riesca a muoversi combinando molto bene rapidità e tempra. Su distanze molto brevi è in grado di toccare anche i 60 chilometri orari. Tra tutte le razze, questa si può ritenere come l’atleta più raffinato ed elegante. Nonostante non sia un cane tipicamente debole, questa razza presenta un’ossatura piuttosto secca e anche molto asciutta. La corporatura si può considerare piuttosto leggera. Al contempo, la sua muscolatura tende ad essere allungata. Il muso ha una forma tendenzialmente appuntita. Gli occhi hanno dimensioni notevoli e sono scuri con una forma tonda. Le orecchie prendono la forma quasi di un tetto, mentre il tartufo è tipicamente di colore nero.

Quando le proporzioni si dimostrano importanti.

E’ lungo quanto alto al garrese, il muso è lungo la metà della testa e la testa può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza (sempre al garrese): proporzioni perfette. Come il carattere ed il comportamento: vivace si, però sempre docile ed affettuoso.

Com’è fatta la sua testa.

Di morfologia dolicocefala, può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza al garrese.

Dimensioni e forma del cranio.

Il cranio è di forma piatta ed ha gli assi craniofacciali che sono paralleli fra di loro. Il cranio, oltretutto, è lungo la metà del totale di tutta la testa. La parte del cranio sottostante le orbite è ben equilibrata, mentre i muscoli del cranio non sembrano troppo sviluppati. Le arcate delle sopracciglia sono ben delineate.

 La regio facialis.

La regio facialis.

IL tartufo ha le narici correttamente aperte ed è di colorazione scura (meglio quando è proprio nero). Il muso del Piccolo Levriero Italiano è di forma affusolata con i margini delle lebbra,  ben colorati di nero, aderiscono perfettamente alla mascella, che è perfettamente allungata ed i suoi incisivi formano una corona, tra l’ altro ben robusta se rapportata alle dimensioni del cane. La dentatura è sana, completa ed i denti sono ben perpendicolari rispetto alle mascelle, mentre i denti incisivi si chiudono “a forbice”. Le guance sono ben asciutta e gli occhi ben grandi, pieni d’ espressività e con una scura iride. La marginatura palpebrale è pigmentata. Gli orecchi sono posizionati per bene sulla sommità ed anno una cartilagine sottile. Sono piegati su se stessi e portati all’ indietro verso la nuca, in direzione della parte di dietro del collo. Se il cane è in fase di “attenzione”  una prima porzione dell’ orecchio si erige, mentre la parte di sopraviene mantenuta laterale, orientata orizzontalmente, in modalità cosiddetta “tetto”.

E il collo?

Nella sua parte superiore si mostra di forma leggermente arcuata mentre nella porzione inferiore, nei pressi della tiroide, presenta una leggera convessità e si inserisce bruscamente al garrese. Il collo è lungo quanto la testa ed ha una forma a tronco di cono, presentandosi molto muscoloso. La pelle si presenta asciutta e non ha giogaia.

Forma ed aspetto del corpo.

Come già scritto il Piccolo Levriero Italiano ha un corpo che si può inscrivere in un quadrato, essendo tanto lungo quanto alto al garrese. Nella regione dorsolombare la sua linea superiore, che è retta all’ origine, si arcua leggermente. L’ arcata dei lombi è in modo molto armonico fusa con l’ ideale linea formata dalla groppa. Discretamente pronunciato è il garrese, ha il dorso potentemente muscolarizzato ed il torace che discende fino all’ altezza dei gomiti, profondamente. La groppa ha un andamento piuttosto scosceso ed è anch’ essa muscolosa e ben larga. Il petto si presenta di forma piena ma stretta e modellata in modo molto fine, mentre presenta un torace di forma poco cerchiata, che, di profilo, si vede scendere all’altezza dei gomiti. L’ aracata formata dallo sterno è abbastanza corta risalendo in modo accentuato ma non bruscamente in direzione del suo addome.

Non dimentichiamo la coda.

Si inserisce piuttosto inferiormente, e, essendo già sottile alla sua radice, comunque si assottiglia andando in direzione della sua punta. Il cane la porta sempre bassa ed in modo rettilineo dall’ origine al suo centro, poi, invece prende una forma curva fino alla punta. Se la distendiamo in giù, la coda ideale deve arrivare fino all’ estremità del garretto. Il pelo della coda si presenta rasato.

Anche gli arti hanno la loro importanza.

Gli arti anteriori scendono in perfetto piombo ed hanno muscoli ben asciutti. Le spalle si presentano un po’ oblique con una muscolatura sviluppata per bene, allungata, saliente e netta. Il braccio presenta un’ angolatura scapoloomerale molto aperta ed è parallelo alla linea mediana del corpo. E’ lungo un po’ di più rispetto alla spalla. I gomiti si presentano in assetto non sporgente e non rientrante, mentre le ossa dell’avambraccio presentano un’architettura di tipo secco, piatto ed asciutto trovandosi anche perfettamente verticale sia di profilo che di prospetto. Le scanalature carpiocubitali sono bene delineate. Da terra il gomito è un po’ più alto che rispetto al garrese. Ha i piedi ovaleggianti e molto piccoli, con dita  ad andamento arcuato e strette fra di loro. I cuscinetti delle piante sono poco sviluppati ed appaiono sempre d’ aspetto ben pigmentato. Le sue unghie hanno in genere colore nero o, comunque, sempre scuro se confrontate con il mantello. Solo il piede può essere bianco, lì è accettato. Quelli posteriori scendono anche loro perfettamente a piombo in vista posteriore. Le cosce sono asciutte, lunghe e non voluminose, con la muscolatura che presenta nette divisioni tra un muscolo ed un altro.  Le gambe sono molto inclinate con ossa molto fini. Il canale cosiddetto “gambale” spicca per evidenza. La gamba è un po’ più lunga della coscia. I garretti ed i metatarsi, alla vista posteriore, è bene che risultino paralleli. Il piedi posteriori risultano di forma meno ovalizzata rispetto a quelli anteriori avendo le dita di forma ben arcuata e che risultano ben serrate le une alle altre. Il cuscinetto plantare è poco voluminoso e l’ unghia risulta pigmentata in modo evidente, come l’ anteriore.

Quali sono le principali colorazioni

Il pelo di questo cane presenta una lunghezza praticamente uniforme lungo tutto il corpo. Il mantello è sempre particolarmente liscio e anche raso. Sembra quasi una sorta di seta al tatto. Si tratta di una razza che non presenta assolutamente del sottopelo. Tra i vari colori che vengono concessi dallo standard per quanto riguarda il mantello troviamo il grigio, il nero, l’isabella e l’ardesia. Ad ogni modo, indipendentemente dalla sfumatura, il piccolo levriero italiano presenta un carattere sempre allegro, molto vivace e anche decisamente dolce.

Eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano.

Qualsiasi aspetto non corrisponda alle caratteristiche menzionate sopra dove abbiamo descritto le diverse porzioni del corpo del Piccolo Levriero Italiano è considerato “difetto”, il quale costituirà una penalizzazione nel complesso dei giudizi in proporzione all’ entità del discostamento ed a quanto è diffuso: in caso di andature steppanti o arpeggianti, oppure ambi continuativi, oppure, infine, se il cane presenti movimenti raccorciati e radenti, si tratta di difetti che penalizzerebbero il giudizio complessivo.

I difetti che potrebbero portare ad un’ eliminazione.

Nei concorsi alcuni eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano potrebbero addirittura costargli l’ eliminazione, ad esempio parliamo di divergenze o anche convergenze dell’ asse craniofacciale, oppure di depigmentazioni del tartufo (un tartufo con depigmentazione anche solo su una porzione pari alla metà dell’ intera superficie costituirebbe un difetto da eliminazione), eventuali convessità o concavità delle canne nasali, la presenza di sperone, la coda qualora si presenti rivoltata in direzione del dorso, il manto qualora non sia unicolore, e colorazioni bianche se non nei piedi e nel petto. Altro difetto da eliminazione è un’ altezza al di sotto dei trentadue centimetri o al di sopra dei trentotto.

La squalifica potrebbe essere determinata da: orlo palpebrale totalmente depigmentato, testicoli non completamente sviluppati, anche uno solo, Prognatismo, enognatismo, brachiurismo, monorchismo, occhi gazzuoli, criptorchismo ed anurismo, sia in forma congenita che artificiale.

Alcune curiosità

Di questa razza troviamo anche alcuni ritratti veramente interessanti e di spessore. Tra tutti i vari artisti che si sono cimentati nel ritrarre il levriero italiano troviamo Giotto, il Sassetta e il Tiepolo. Senza dimenticare anche i più vicini a noi Batoni e Boldini, ma anche la statua di Benvenuto Cellini. Al giorno d’oggi questo cane si può considerare come un’ottima cane da compagnia, affettuoso e molto fedele. Un carattere tenero, ma spesso anche esuberante, che ha bisogno di amore e di contatto fisico delle persone che lo accolgono in casa. Si tratta di un cane che ama stare all’aria aperta e sportivo, ma a cui comunque piace rimanere anche in ambienti chiusi e confortevoli.

Approfondimenti e credit